Dino Scanavino con i sindaci del Torinese

Oggi, 13 luglio, si è svolta in tutta Italia una giornata di mobilitazione  della Confederazione Italiana Agricoltori per richiamare l’attenzione sui danni provocati all’agricoltura dalle specie alloctone e invasive con incontri in tutte le prefetture. A Torino i sindaci dei comuni più colpiti sono stati ricevuti dal prefetto Paola Basilone assieme al presidente nazionale della confederazione Dino Scanavino, al presidente regionale Lodovico Actis Perinetto e a quello provinciale Roberto Barbero.

 

La Cia ha consegnato l’ordine del giorno approvato dalla Direzione Nazionale il 23 giugno scorso nel quale si sollecitano le istituzioni ad adottare interventi immediati per affrontare un problema che sta provocando danni ormai troppo ingenti all’agricoltura, sia a livello nazionale sia nel Torinese.

"Oggi in tutta Italia incontriamo le istituzioni e segnatamente le prefetture perché vogliamo far arrivare al Governo un segnale di grande allarme attraverso il territorio sul problema dei selvatici, degli ungulati, degli alloctoni e sulla nuova emergenza dei predatori.- ha spiegato il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino -  Gli agricoltori si sono sempre dati disponibili ad alimentare la selvaggina ma ora il disequilibrio per l’aumento di queste specie è diventato insostenibile e chiediamo che sia posto rimedio, affermando il nostro diritto a vivere del raccolto che abbiamo seminato e coltivato".

Cinghiali, caprioli ed altre specie selvatiche rappresentano ormai un problema endemico per le coltivazioni dell’intero territorio ed un serio rischio per l’incolumità delle persone, come attestano i numerosi incidenti stradali originati ogni anno dall’improvvisa invasione della carreggiata da parte degli ungulati. Nelle montagne della Valsusa, del Pinerolese e delle Valli di Lanzo desta preoccupazione invece il recente aumento degli attacchi dei lupi a greggi e mandrie, che danneggia l’attività di pastori e margari. I danni provocati dalla fauna selvatica sono stati oggetto nel 2013 della petizione “Cinghiali, no grazie!”, che raccolse oltre 6.000 firme, con la quale la Cia di Torino chiedeva alle Istituzioni la verifica dei piani di abbattimento e un indennizzo veloce alle imprese danneggiate, denunciando come, nel solo 2012, gli ungulati e le altre specie avessero provocato danni per oltre 500mila euro e oltre 500 incidenti stradali.

Una situazione insostenibile – si legge nella parte introduttiva del documento presentato oggi - per le imprese agricole che ormai da anni sostengono spese e subiscono danni non risarciti. L’esasperazione degli agricoltori, alle prese anche con il pericolo per la loro incolumità fisica, ha raggiunto livelli molto elevati. Sulla base di tali premesse, la Confederazione Italiana Agricoltori ha deciso di avviare una serie di iniziative per intraprendere un percorso efficace di risoluzione della problematica.

Innanzitutto, un impegno da parte del Parlamento e del Governo per adottare, ciascuno nell’ambito delle competenze di merito, “provvedimenti legislativi e attuativi che consentano la limitazione/gestione delle specie, in relazione alla capacità del territorio di sostenere la loro adeguata presenza nella logica della coesistenza sostenibile”.

Accanto a ciò, alle Regioni e agli Enti locali, la Cia chiede “interventi adeguati di abbattimento selettivo rivolti all’effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l’equilibrio naturale e produttivo”.

Infine, ma non meno importante, la richiesta di un ristorno di fondi che sia realmente commisurato alle perdite causate alle imprese agricole per effetto dei danni da fauna selvatica. Inoltre, la Direzione Nazionale della Cia si rivolge alle Associazioni venatorie ambientaliste e animaliste. L’invito è a considerare “con maggiore attenzione e disponibilità le ragioni degli agricoltori” la cui sostenibilità economica è funzione della produzione agricola e delle attività di allevamento. Se il loro reddito sarà tutelato dai danni provocati dalla fauna selvatica, gli agricoltori, attraverso lavoro e impegno quotidiano, potranno continuare a svolgere quel ruolo fondamentale che li contraddistingue, dalle altre attività economiche, in termini di mantenimento della biodiversità agraria e della tutela ambientale-paesaggistica.

Si richiedono urgenti ed efficaci risposte ai Ministeri e Istituzioni competenti (Ministero dell’ ambiente, ISPRA, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forerstali), recita la parte conclusiva dell’ordine del giorno, in assenza delle quali la Confederazione Italiana Agricoltori è pronta a mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.

Per  Roberto Barbero, presidente provinciale della Cia di Torino: "Questa mattina abbiamo voluto riaccendere l’attenzione su un tema che come agricoltori poniamo da tempo nel disinteresse generale perché condiziona la sopravvivenza di molte aziende insediate nelle aree marginali del Torinese. Siamo convinti che le imprese agricole debbano dipendere dai frutti del loro lavoro e non dall’erogazione di sussidi pubblici a risarcimento dei danni subiti, che vengono corrisposti sempre con enormi ritardi. In tempi di bilanci modesti non è possibile dissipare risorse, quindi chiediamo ai responsabili analizzare le misure di controllo e selezione in atto e di adottare soluzioni più adeguate ai tempi. Quando una specie protetta diventa addirittura invasiva bisogna intervenire per contenerla, così come quando una legge si rivela obsoleta bisogna cambiarla".