Una delegazione della Confederazione Italiana Agricoltori di Torino è stata ricevuta questo pomeriggio dal prefetto di Torino Paola Basilone per fare il puntosui danni provocati alle imprese agricole dal blocco di molte attività produttive

e del commercio messo in atto dal “Movimento dei Forconi” con la mobilitazione giunta oggi alla terza giornata.

«Al Prefetto di Torino – spiega il Presidente provinciale della CIA Roberto Barbero, che ha guidato la delegazione – abbiamo chiesto come mai, fermo restando il diritto a manifestare di chi voleva associarsi alla protesta, in questi giorni non sia stata tutelata allo stesso modo la libertà di chi avrebbe voluto continuare a lavorare. Crediamo che garantire gli uni e gli altri sia compito dello Stato e per questo motivo abbiamo domandato quali azioni di prevenzione il Governo intenda mettere in campo nei prossimi giorni per assicurare la ripresa della libera circolazione delle merci e delle attività economiche delle persone. Il Prefetto – continua Barbero – ci ha assicurato l’impegno delle Istituzioni e delle Forze di Polizia a mettere in campo tutte le misure necessarie per  tutelare le aziende che abbiano subito minacce nel corso di questi giorni e ci ha garantito la piena collaborazione della Questura per una verifica puntuale delle segnalazioni che dovessero pervenire».

Secondo quanto la CIA ha avuto modo di verificare attraverso le proprie strutture territoriali, anche oggi le attività mercatali sono rimaste quasi completamente bloccate in tutta la città di Torino mentre in provincia la situazione è stata più variegata, con mercati pressoché fermi a Carmagnola, Chivasso, Collegno e Pinerolo e una situazione più regolare in altre zone. In particolare, sono ormai numerose le segnalazioni di episodi di minaccia e intimidazione  verso i produttori che vorrebbero riprendere a montare i propri banchi nei mercati cittadini e della prima cintura.

Il perdurare della protesta sta danneggiando particolarmente le aziende agricole più piccole e periferiche, le quali sono impossibilitate da giorni ad effettuare le consegne dei propri prodotti come a compiere gli approvvigionamenti necessari di mangimi ed altri generi utili alle attività di allevamento. Un grosso danno economico è da contabilizzare anche per le aziende agricole che, in previsione dei consumi per le festività natalizie, hanno affittato dei plateatici presso i mercati del capoluogo, per poter vendere le proprie produzioni nel mese di dicembre.