Approvare nel più breve tempo possibile la Proposta di Legge 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e attività connesse all’agricoltura”. È l’esortazione che Turismo Verde e la Confederazione Italiana Agricoltori del Piemonte

hanno voluto trasmettere al Consiglio regionale del Piemonte portando questa mattina a Palazzo Lascaris le firme di 700 imprenditori agricoli piemontesi, preoccupati per lo stallo di cui è vittima un provvedimento molto atteso dagli operatori del settore.

Una delegazione delle due organizzazioni, composta dal Presidente regionale di Turismo Verde Pierangelo Cena, dal Direttore regionale della Cia Marzia Serasso e dal Presidente provinciale della Cia di Torino Roberto Barbero è stata ricevuta dal Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Comba, alla presenza dell’Assessore regionale Gianluca Vignale.

Il testo di legge, attualmente ancora all’esame della III Commissione alla quale era stato affidato nell’Agosto 2012, è il frutto di un approfondito confronto con le rappresentanze del mondo agricolo ed è nato con l’obiettivo di aggiornare le normative che disciplinano a livello regionale il settore dell’agriturismo e di offrire la prima regolamentazione ad attività come la vendita diretta, le fattorie didattiche e l’agricoltura sociale, che costituiscono fonti d’integrazione al reddito sempre più importanti per un numero crescente di imprese.

«Attendiamo con grande impazienza l’approvazione di questa legge – ha spiegato il Presidente regionale di Turismo Verde Pierangelo Cena – perché si tratta della prima iniziativa per aggiornare una normativa piemontese ormai vetusta, che risale al 1995, e offrire una cornice legislativa adeguata anche allo sviluppo di tutte le attività connesse al lavoro agricolo. Il nuovo testo recepisce i mutamenti avvenuti nella conduzione degli agriturismi e semplifica gli adempimenti burocratici, cancellando il limite giornaliero dei coperti e innalzando il numero di ospiti consentiti alle imprese agricole quotidianamente. Inoltre, introduce un obbligo alla somministrazione di un minimo dell’85% di prodotti “Made in Piemonte” con una quota non inferiore al 25% di produzione propria, tutelando quindi chi sceglie di diventare imprenditore agrituristico responsabilmente come continuazione del proprio lavoro di agricoltore».

La Pdl 288 depositata in Consiglio regionale