Meglio il risotto con gli asparagi e il Castelmagno, oppure i fiori di zucca ripieni di menta e ricotta e pastellati con farina di riso? La pizza stracchino, rucola e salame di turgia, oppure la battuta con fonduta di blu di capra?

Domenica 19 maggio, al mercato contadino de “La spesa in campagna”, in piazza Bodoni a Torino, la protagonista è stata la cucina. Una cucina speciale, perché tutti i piatti sono stati realizzati con le materie prime acquistate al mattino dal cuoco Giuseppe del ristorante “Alla lettera” sui banchi degli agricoltori della vendita diretta, dal produttore al consumatore.

Sotto il gazebo delle degustazioni, ad ogni ora veniva servito un piatto, che quattro persone del pubblico potevano consumare nel salotto riservato agli ospiti, commentandoli con l’animatrice della giornata, Miranda Martino, mentre i clienti del mercato affollavano la tavolata con i generosi assaggi ad accesso libero.

«E’ stata un’esperienza davvero interessante e appassionante – commenta Kezia Barbuio, responsabile del Settore Formazione di Cia Agricoltori italiani di Torino -, il dialogo tra il banco e la cucina ha funzionato alla grande, dimostrando che il consumatore dei nostri mercati contadini ama conoscere l’origine e la storia dei prodotti a filiera corta. In più, questa volta c’era la curiosità delle ricette, la sorpresa di scoprire come la materia prima prodotta dai contadini del territorio possa trasformarsi in gustosissime elaborazioni culinarie».

Il progetto, non a caso denominato “Dal banco al piatto”, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con la stessa Cia Agricoltori italiani di Torino, che la seconda e la terza domenica di ogni mese, rispettivamente in piazza Palazzo di Città e piazza Bodoni a Torino, organizza la vendita diretta del mercato contadino.

«I nostri agricoltori – osserva Paolo Sambuelli, responsabile del Settore Mercati di Cia Agricoltori italiani di Torino – lavorano nell’ottica della sostenibilità ambientale, dell’educazione alimentare e della valorizzazione del territorio, cercando il rapporto fiduciario con il consumatore».

Tutti i piatti sono stati accompagnati da vino e birra dei produttori, insieme a torte di ricotta, fragole e cioccolato, tisane, taglieri di salumi e formaggi, insalate di pollo e miste di stagione, olio e pane.

«C’è stato l’imbarazzo della scelta – dice ancora Kezia Barbuio -, a fine giornata non è stato avanzato niente e siamo certi che l’esperienza abbia lasciato un ottimo ricordo, sia nei produttori che nei consumatori, con l’auspicio di ritrovarsi al mercato sempre più soddisfatti e consapevoli».