«Il via libera delle Giunte delle Province autonome di Trento e Bolzano al disegno di legge sul contenimento del lupo è una buona notizia. Ci auguriamo che il nuovo Governo non impugni il provvedimento, ma, anzi, lo assuma come cardine nella definizione del Piano lupo nazionale, una normativa che non può più essere rimandata, nell’interesse di chi vive e frequenta la montagna».

Cosi il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Torino, Roberto Barbero, plaudendo all’iniziativa trentina che mira ad autorizzare la cattura o l’abbattimento di lupi e orsi, nel caso in cui questi mettano in pericolo “il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale”, “a condizione che non esista un’altra soluzione valida”  e che “il prelievo non pregiudichi il mantenimento della popolazione della specie interessata”.

«Certamente si tratta di un buon punto di partenza – osserva Barbero -, ci auguriamo che serva finalmente a porre mano al problema, come i pastori delle nostre valli chiedono da tempo. In Piemonte, la presenza e i danni provocati dal lupo sono ben più consistenti che in Trentino, eppure la Regione non sta prendendo alcun provvedimento, se non a difesa ad oltranza del predatore».

Il 5 maggio scorso, Cia Torino aveva organizzato a Fenestrelle un affollatissimo convegno per fare il punto sul da farsi di fronte alla crescente diffusione del lupo. Erano intervenuti centinaia di allevatori, insieme a parlamentari, consiglieri regionali e della Città Metropolitana, oltre ad amministratori locali, tecnici faunistici, ambientalisti e cacciatori.

In quella occasione, Barbero non esitò a definire fallimentare il progetto Life Wolfalps, ma tutti gli interlocutori, pur con diverse sfumature, convennero sulla necessità di riaprire al più presto il tavolo parlamentare sul Piano lupo, non escludendo all’occorrenza azioni di contenimento selettivo del predatore.

«Quello che noi chiediamo – afferma Barbero - non è l’eradicazione del lupo, ma che ci sia la possibilità di metterlo nelle condizioni di non nuocere a chi vive e lavora sul territorio».