Roberto Buratto, 62 anni, imprenditore agricolo di San Carlo Canavese, è il nuovo presidente nazionale del Gruppo di interesse economico (Gie) del settore carne della Confederazione italiana agricoltori.

La sua nomina è stata approvata giovedì 24 maggio dall’assemblea nazionale dell’Organizzazione, che ha aperto una nuova fase di studio e confronto nei comparti produttivi strategici dell’economia agricola.

Presidente onorario di Asprocarne (di cui è stato socio fondatore), Buratto è titolare di un allevamento di vacche di razza Limousine, con toro piemontese a monta naturale. Un’attività che lo ha sempre posto a diretto contatto con le reali esigenze degli allevatori.

«Sono grato per il prestigioso incarico che mi è stato conferito – ha detto Buratto all’assemblea nazionale della Cia -, lavorerò per migliorare il benessere animale, ma anche per difendere la dignità dell’allevatore. In questi anni, la carne rossa è sottoposta ad attacchi spropositati e molte stalle hanno chiuso. Bisogna che si torni a prendere coscienza dell’importanza fondamentale della carne nell’alimentazione dell’uomo. Molti consumatori sono disorientati e finiscono per compensare le carenze di proteine nobili  con integratori alimentari di dubbia qualità e spesso derivanti da organismi geneticamente modificati».

Sul piano “politico”, Buratto ha dichiarato di volersi battere perché l’Associazione italiana allevatori venga “equamente governata”, così come, a suo avviso, “va condotta una battaglia di principio contro lo spreco alimentare nella catena di distribuzione del cibo”: «La carne è un bene prezioso – ha sostenuto Buratto -, occorre esserne tutti consapevoli e sostenere l’allevatore nel suo lavoro, anche sul fronte della nutrizione performante degli animali e  della riduzione delle emissioni in atmosfera».