Per rispondere alla crisi derivante dall'embargo russo la Commissione Europea ha stabilito l'aumento dei quantitativi di ritiro delle pesche e nettarine, portando la soglia per l'Italia a 7 mila tonnellate di pesche e nettarine. 

La misura segue quella adottata l'8 agosto dal Mipaaf che aveva reso disponibili i ritiri per 1.500 tonnellate. Una decisione che sicuramente garantisce un po' di respiro al settore ma che al tempo stesso rappresenta soltanto un provvedimento tampone. Secondo la Cia - Agricoltori Italiani resta infatti urgente individuare una strategia che possa offrire al comparto una prospettiva di medio-lungo termine. 

Il presidente della Cia, Dino Scanavino, ha commentato così la decisione della Commissione Europea: <Da anno proponiamo strumenti che permetterebbero di evitare o mitigare le ricorrenti situazioni di crisi come la programmazione delle produzioni frutticole, la condivisione della programmazione e delle strategie commerciali, l'attivazione di fondi mutualistici e polizze ricavi. Riteniamo poi che occorra un organismo interprofessionale che fissi regole per la produzione, commercializzazione e vendita al fine di costruire condizioni per una ripartizione più equa del reddito>.