La Città Metropolitana ha dato il via libera al Piano di contenimento della nutria, il roditore importato dal Sud America che ha infestato il nostro territorio ed è diventato nell'arco di pochi anni uno dei principali pericoli per l'agricoltura e la stabilità degli argini di fiumi e canali. Nei prossimi 5 anni sarà possibile procedere all'abbattimento di questi animali al fine di ridurne progressivamente il numero e risolvere il problema. 

Il Piano prevede che le nutrie possano essere abbattute con armi da fuoco, armi ad aria compressa e cattura mediante trappole. La Città Metropolitana ha già iniziato a formare cacciatori, selecontrollori - che agiranno sotto il controllo e la supervisione degli Atc - e agricoltori che si renderanno disponibili ad ospitare sui propri fondi le gabbie per la cattura. Molti agricoltori associati alla Cia - Agricoltori Italiani torinese hanno già dato la propria disponibilità a gestire le trappole. 

Proprio le trappole restano infatti il metodo migliore per eliminare le nutrie. Le armi da fuoco potrebbero infatti spaventare i roditori e costringerli a nascondersi anche per tempi molto lunghi. 

Secondo i dati forniti dalla Città Metropolitana il numero delle nutrie nel Torinese supera i 10.000 esemplari. 

La Cia - Agricoltori Italiani di Torino, da anni in prima linea nell'invocare un provvedimento di questo tipo, plaude alla decisione. <Le nostre richieste sono state finalmente ascoltate e per questo siamo soddisfatti - dichiara il presidente provinciale Roberto Barbero - sarebbe stato preferibile intervenire prima ma siamo felici che il piano sia stato varato. Ci auguriamo che nei prossimi cinque anni si riesca a ridurre in modo significativo il numero di questi roditori che causano danni enormi all'agricoltura e mettono in pericolo la sicurezza pubblica>.