La Cia-Agricoltori Italiani di Torino ha incontrato ieri l'assessore all'Ambiente con le deleghe allo Sviluppo della montagna, alle Foreste e ai Parchi Alberto Valmaggia per farsi portavoce del disagio dei pastori e dei margari che vivono quotidianamente i disagi legati alla proliferazione incontrollata del lupo e per esprimere tutto il proprio disappunto per lo stop all'adozione del "Piano nazionale per la conservazione e la gestione del lupo". 

Ieri mattina una delegazione di Cia Torino, guidata dal presidente provinciale Roberto Barbero e dal direttore regionale Giovanni Cardone e accompagnata da una rappresentanza di pastori e amministratori locali delle Valli Pellice e Chisone ha consegnato all'assessore una lettera aperta firmata da 120 pastori e margari del Torinese e una ricerca realizzata da Cia che contesta i dati ufficiali di Life WolfAlps facendo emergere come nella provincia siano attivi 17 branchi. 

<All’Assessore Valmaggia abbiamo chiesto che il Piemonte si schieri immediatamente a favore dell’adozione del Piano nazionale del Ministero dell’Ambiente elaborato dall’Ispra, – ha spiegato Roberto Barbero – perché  ci pare un documento equilibrato in grado di rappresentare la sintesi tra le diverse sensibilità. Purtroppo la campagna di opinione lanciata dalle associazioni ambientaliste sta imbarazzando la politica, che non osa sottoscrivere un lavoro che ammette come misura estrema anche l’abbattimento controllato, al termine di un iter rigorosissimo. Poiché nei giorni scorsi il Presidente Chiamparino aveva trovato il tempo per ascoltare le ragioni delle associazioni ambientaliste che si battono per la difesa del lupo, abbiamo provato inutilmente per due settimane a portare alla sua attenzione anche la voce di pastori e margari, che con il lupo hanno maggiore consuetudine. Sono rammaricato non ci sia stata data la possibilità di organizzare questo confronto ma spero che l’incontro di oggi possa ugualmente essere utile per la Regione  in vista della nuova discussione su questo tema prevista nella Stato-Regioni del 23 febbraio».

Nell’incontro  la Cia  ha  contestato i numeri ufficiali diffusi dal progetto Life WolfAlps, secondo il quale in Piemonte sarebbero attivi 21 branchi, di cui 7 in provincia di Torino e 14 in provincia di Cuneo, per un totale di 80 – 90 capi. Secondo i dati in possesso della Cia, nella sola  provincia di Torino da dicembre 2001 a oggi sono stati rinvenuti i corpi di 70 lupi morti (gli ultimi due esemplari questo fine settimana rispettivamente in frazione Signols di Oulx e sulla provinciale Frossasco - Pinerolo). In base alla disposizione dei ritrovamenti e agli avvistamenti si ritiene quindi che sul territorio torinese operino 17 branchi, per un totale di almeno 100 esemplari, senza contare gli animali in dispersione. Nel dettaglio la loro distribuzione: 2 branchi in Val Pellice, Val Germanasca e Valli Orco e Soana, 3 branchi  in Val Chisone e Valle di Lanzo, 5 branchi in Val Susa.