La Conferenza Stato-Regioni ha chiesto oggi, 2 febbraio, un rinvio sull'approvazione del piano per la conservazione dei lupi promosso dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Si blocca così l'iter di approvazione di un provvedimento per contenere la proliferazione dei lupi e i conseguenti attacchi agli allevamenti. 

Uno stop che il presidente provinciale di Torino della Cia - Agricoltori Italiani, Roberto Barbero ha commentato così: <Trovo veramente inconcepibile che di fronte alla levata di scudi dell’ultimo minuto delle associazioni animaliste le Regioni abbiano subito deciso di rimandare a data da destinarsi l’esame di un piano approfondito e complesso che ha coinvolto nella redazione oltre settanta esperti e che  certamente non basava le proprie conclusioni unicamente sugli abbattimenti controllati di qualche esemplare di lupo. Negli ultimi vent’anni si sono spesi moltissimi soldi per la salvaguardia e la protezione di questa specie, con il risultato che oggi si stima che in Italia ci sia una popolazione compresa tra i 1500 e i 2000 esemplari, il 10% dei quali si muove sulle nostre Alpi tra le province di Torino e Cuneo. Parallelamente è stato fatto poco o nulla per tutelare gli allevatori dal ritorno di questo predatore e c’è poco da questionare se preferisca cibarsi di agnelli da latte o di selvaggina allo stato brado. Le testimonianze degli agricoltori e degli allevatori raccontano ovunque di greggi decimate, animali e uomini terrorizzati e pascoli abbandonati per l’impossibilità di difendersi efficacemente contro una minaccia che nessuno ha pensato a come contenere. È facile spiegare che basta dotarsi di sistemi di difesa per fare prevenzione naturale ma la realtà è che in tutti questi anni i contributi per recinzioni, cani da pastore e rimborsi sono sempre giunti in ritardo e in misura insufficiente rispetto ai danni patiti. Vorrei quindi esortare il presidente Chiamparino, che nei giorni scorsi ha incontrato gli animalisti, insieme all’assessore Valmaggia e alle forze politiche che oggi protestavano a Roma davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni, a fissare presto per par condicio un momento d’incontro anche con i cittadini minacciati da questo fenomeno e che continuano a lottare per non chiudere la propria attività economica e abbandonare la montagna.  Sull’esistenza del lupo si parla troppo e troppo spesso a sproposito, sulla base di informazioni limitate e dell’inseguimento del consenso facile>