La Città Metropolitana dichiara guerra ai cinghiali. Con un protocollo d'intesa firmato con la provincia di Asti e gli ambiti territoriali di caccia To5 "Collina di Torino" e At1 "Nord Tanaro" la Città Metropolitana ha definito una serie di interventi coordinati per il contenimento numerico dei cinghiali che sempre più spesso causano danni all'agricoltura piemontese. 

Il protocollo consente uno "sconfinamento" degli interventi nei comuni confinanti appartenenti al territorio di competenza degli enti firmatari. Le modalità verranno di volta in volta concordate dai soggetti deputati ad attuare gli interventi di controllo previsti dai Piani di contenimento adottati nel 2015 dalla Provincia di Asti e dalla Città Metropolitana di Torino. 

L'obiettivo di lungo periodo è quello di contenere la proliferazione incontrollata di questi animali e al tempo stesso monitorarne il numero. Gli interventi saranno calibrati a seconda delle zone che lamentano anomale concentrazioni di cinghiali. 

Il presidente della Cia - Agricoltori Italiani di Torino, Roberto Barbero plaude con riserva a questa iniziativa: "

"Siamo felici di vedere che la Città Metropolitana abbia finalmente deciso di affrontare con misure concrete l'emergenza dei cinghiali nel territorio torinese - afferma Barbero - da anni ormai siamo in prima linea nel sottolineare quanto quella dei cinghiali e dei caprioli sia una piaga gravissima per l'agricoltura piemontese. A causa della proliferazione incontrollata di questi animali gli agricoltori sono sempre più spesso costretti a subire ingenti danni economici a causa del passaggio degli ungulati sui loro terreni. Auspico che le misure di contenimento possano essere risolutive ma ancora una volta dobbiamo rilevare che queste notizie ci giungono dagli organi di stampa e non dai diretti interessati, la Città Metropolitana è costituita da oltre un anno e mezzo ma finora non è mai stato convocato un tavolo verde, sebbene questo sia stato richiesto fin da subito dalla Cia>.