La Cia - Agricoltori di Torino, attraverso il suo presidente Roberto Barbero, prende posizione in merito all'accorpamento degli Ambiti Territoriali di Caccia e dei Comprensori Alpini annunciato dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. 

 

 Oggetto: proposta di riordino ATC e CA.

Ieri si è riunita la Giunta della Provincia CIA di Torino, all’interno della quale si è discusso sulle proposte di riordino degli Ambiti Territoriali di Caccia e dei Comprensori Alpini da parte della Regione Piemonte e l’unanimità dei presenti ha espresso dubbi e perplessità nell’operazione così come è stata presentata in quanto l’Assessorato Regionale all’Agricoltura ha recentemente manifestato la volontà di porre mano al riordino degli Ambiti Territoriali di Caccia e dei Comprensori Alpini. L’intenzione dell’Assessorato è quella di ridurre il numero di ATC e CA su base regionale dagli attuali 38 a 20 mediante accorpamento, motivata dalla scarsa utilità di alcuni di questi enti per quanto riguarda, ad esempio, gli abbattimenti della fauna selvatica e per ridurre i costi di gestione.

La Cia – Agricoltori Italiani di Torino pur condividendo le preoccupazioni dell’Assessorato relativamente alla scarsa incidenza che ATC e CA avrebbero nel contenimento della fauna selvatica esprime la sua perplessità circa le modalità di questa operazione di riordino degli enti territoriali. Tale perplessità è data soprattutto dalla volontà di ridurre il numero dei suddetti enti mediante accorpamento dei Comitati di Gestione senza contemporaneamente ridisegnarne i confini geografici. 

I Comitati di Gestione sono infatti l’unico organo che non ha costi in quanto i suoi membri non ricevono remunerazione alcuna. Riteniamo infatti che ridurre i Comitati di Gestione lasciando in piedi tutte le sedi territoriali, esigere la redazione dei bilanci e mantenere il personale dei 38 ATC e CA attuali non porti ad alcun risparmio. 

Se prendiamo in considerazione il territorio della nostra Città Metropolitana siamo d’accordo nel ritenere che 5 ATC e 5 CA siano troppi e non sostenibili ma consideriamo che il riordino debba partire dalla base, vale a dire dall’accorpamento tra aree omogenee e limitrofe, e solo una volta completato questo passo si proceda alla composizione di nuovi organi direttivi. Il riordino annunciato dalla Regione, inoltre, lascerebbe in vita 2 ATC e 3 CA che comprenderebbero aree territoriali con caratteristiche alquanto diverse. 

In seguito all’annuncio dell’Assessorato all’Agricoltura abbiamo potuto registrare un palpabile malcontento sul territorio tra chi opera all’interno degli Ambiti e dei Comprensori e vogliamo pertanto sottolineare quanto sia pericoloso imboccare una strada che potrebbe infine costringere la Regione ad affrontare situazioni emergenziali nella gestione di ATC e CA con conseguente aggravio dei costi. 

Auspichiamo pertanto che la Regione e l’Assessorato all’Agricoltura vogliano riconsiderare questa prima idea di riordino e ascoltare le ragioni di chi opera attivamente sul territorio. Un’operazione di questo tipo rischia infatti di non eliminare i limiti dell’assetto attuale e, al contrario, potrebbe sortire come unico effetto quello di caricare sulle casse regionali e quindi sulla collettività maggiori oneri in un contesto nel quale la Regione fatica a individuare i fondi per il risarcimento dei danni prodotti.

 

Roberto Barbero

 

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