Mille allevatori, accompagnati da diverse mucche d'alpeggio provenienti da diverse parti del Piemonte hanno preso parte ieri alla "Marcia delle Vacche", a Carmagnola, organizzata dalla Cia - Agricoltori Italiani per denunciare l'ormai insostenibile situazione dei produttori italiani di latte e del comparto zootecnico. 

 

In poco tempo 3700 stalle hanno infatti cessato l'attività (l'11% del totale) e se la situazione dovesse perdurare senza adeguate misure di sostegno la percentuale potrebbe salire vertiginosamente. la Cia ha presentato una serie di proposte che vanno dal rendere subito fruibili le risorse del "Fondo Latte" per la ristrutturazione dei debiti e per la crescita di liquidità alla sospensione del pagamento degli oneri previdenziali a carico dei dipendenti del settore. Sulla situazione grava anche l'avversa congiuntura economica internazionale, soprattutto a causa dell'embargo russo. 

La marcia, partita dal foro boario di Carmagnola, uno dei più importanti mercati del bestiame del Piemonte, ha visto la partecipazione del presidente nazionale della Cia - Agricoltori Italiani, del viceministro per le Politiche Agricole Andrea Olivero e del presidente regionale Cia Lodovico Actis Perinetto. 

"Apprezziamo l'impegno del Ministro Martina e del Governo - commenta Secondo Scanavino, presidente nazionale Cia - ora però si tratta di tradurre in liquidità quei provvedimenti varati per consentire ai produttori di fare fronte alle spese correnti"

Il Piemonte è una delle zone più colpite dalla crisi della zootecnia, come spiega il presidente regionale di Cia, Lodovico Actis Perinetto. <La questione latte rappresenta un tema spinosissimo per il nostro territorio perché qui negli ultimia nni abbiamo già assistito alla chiusura del 30% delle stalle. Se non lottiamo e assecondiamo la tendenza dell'industria nel livellare verso il basso il prezzo, anche quelle che hanno resistito chiuderanno. Tutte le iniziative che aiutano a valorizzare il nostro prodotto sono le benvenute ma abbiamo bisogno di misure più strutturali che aiutino subito le aziende a raggiungere la sostenibilità economica della produzione in questo difficile periodo"

Alla manifestazione era presente anche il viceministro per le Politiche Agricole Andrea Olivero. <Il Ministero sta valutando a livello europeo la possibilità di attuare la programmazione produttiva che con l'attuale offerta elevata potrebbe comportare una riduzione della produzione. Stiamo studiando azioni contro le pratiche sleali che investono la commercializzazione del latte e derivati oltre ad alcuni strumenti incentivanti per favorire l'aggregazione di prodotto. Inoltre è nelle nostre intenzioni avviare una campagna istituzionale e un logo "100% latte italiano" per sensibilizzare i consumatori su questo prodotto che è un fiore all'occhiello del nostro made in Italy agroalimentare"