Con l'approvazione da parte della Giunta regionale del regolamento attuativo è entrata in vigore la legge regionale 2/2015 "Nuove disposizioni in materia di agriturismo" che introduce importanti novità per il settore. Scompare infatti il limite dei coperti giornalieri, viene posta al centro la valorizzazione delprodotto piemontese e si afferma il principio che l'impresa agrituristica possa essere riconosciuta come tale quando il volume d'affari o il tempo lavoro rendono documentabile la prevalenza dell'attività agricola su quella agrituristica. Infine si apre la possibilità dell'ospitalità rurale familiare. 

 

Il nuovo testo introduce soglie diverse, e più stringenti, per l'uso dei prodotti locali. La vecchia normativa prevedeva che il 50% dei prodotti impiegati per la somministrazione di cibo fosse prodotto dall'agriturismo stesso. Ora invece viene imposto tassativamente l'utilizzo di prodotto piemontese, liberalizzando l'acquisto diretto presso le aziende agricole fino al 60% della quantità totale utilizzata e fino al 15% presso gli artigiani locali. Il restante 25% dovrà invece essere di provenienza aziendale. Lo scopo è quello di valorizzare il prodotto locale e dare vita a un indotto virtuoso dell'agroalimentare piemontese, premiando i produttori locali e la filiera corta. 

La legge stabilisce poi che solo all'impresa agricola possa essere riconosciuta la vocazione agrituristica ove questa riesca a documentare la prevalenza dell'attività agricola scegliendo fra due fattori: il tempo di lavoro o il volume di affari. Decade poi il limite dei 60 coperti giornalieri della precedente normativa. L'unico limite nella somministrazione di cibo diventa così quello del volume produttivo o della capacità ricettiva. 

Le novità riguardano anche le aziende agricole più piccole grazie all'introduzione dell'ospitalità rurale familiare che consente a quelle che non superano il limite dei 10 posti letto e dei 10 coperti di offrire ospitalità senza doversi adeguare alle norme igienico-sanitarie, alla rimozione delle barriere architettoniche e ai requisiti normalmente previsti per l'esercizio dell'attività agrituristica. 

Viene poi recepita la norma nazionale che prevede l'adozione di un simbolo identificativo univoco che identifichi le aziende regolarmente autorizzate così come della norma che obbliga le aziende agrituristiche ad adottare il sistema di classificazione nazionale. 

Soddisfatta la Cia Torino che plaude all'entrata in vigore della legge e che nel lungo iter di approvazione ha svolto un ruolo fondamentale per tutelare le aziende agrituristiche, come spiega il vicepresidente vicario e presidente di Turismo Verde Pierangelo Cena: "Questa legge, grazie al suo impianto innovativo, sarà d’ impulso alla valorizzazione e al rafforzamento di tutto il comparto agricolo piemontese, a conferma di come il settore primario possa rappresentare uno dei settori trainanti della nostra economia.Il provvedimento infatti non favorisce soltanto lo sviluppo degli agriturismi, abolendo i limiti esistenti sui coperti giornalieri, ma premia l’intero sistema agricolo piemontese, dando impulso all’indotto agroalimentare che pone al centro il prodotto tipico e la filiera locale. Sebbene la legge entri in vigore con un anno di ritardo, siamo soddisfatti perché anche i regolamenti recepiscono le istanze espresse in fase consultiva dal mondo agrituristico piemontese”.