Una campagna di sensibilizzazione delle aziende agricole piemontesi che si avvalgono di manodopera stagionale e un tavolo interassessorile per contrastare casi di irregolarità nell’utilizzo dei lavoratori, stranieri e non. E’ quanto hanno deciso di avviare, in una riunione svoltasi oggi nella

sede dell’assessorato, l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero e i rappresentanti delle associazioni agricole piemontesi. Per la Confederazione Italiana Agricoltori erano presenti alla riunione il direttore regionale Giovanni Cardone e il presidente della Provincia Cia di Torino Roberto Barbero.

Tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di salvaguardare la legalità contro ogni forma di sfruttamento e hanno garantito il loro impegno a operare con forza in questa direzione. Su richiesta dell’assessore Ferrero, l’ufficio regionale del lavoro ha elaborato un vademecum sulla normativa che regolamenta il lavoro agricolo stagionale. Il vademecum verrà distribuito nei
prossimi giorni a tutte le aziende agricole. E contribuirà a fare chiarezza su tutte le modalità di assunzione dei lavoratori del comparto agricolo e le diverse forme in cui questo può avvenire.

Il prossimo passo, imminente, sarà la costituzione di un tavolo interassessorile sul tema che vedrà la presenza delle associazioni datoriali e del mondo del lavoro. Si dovrà occupare di analizzare e proporre soluzioni al problema dell’accoglienza dei lavoratori stagionali, di definire un sistema di monitoraggio e controllo in grado di far emergere il lavoro sommerso, di elaborare proposte di sburocratizzazione del lavoro stagionale. E’ anche emersa la necessità di monitorare i prezzi all’ingrosso di alcune produzioni agricole. Prezzi troppo bassi sono già indice di remunerazioni orarie insufficienti, che possono nascondere sacche di sommerso.

«La scelta della Regione di creare un tavolo interassessorile – ha commentato Roberto Barbero – aperto alle associazioni datoriali del mondo agricolo per affrontare insieme i fenomeni d’illegalità è una mossa che giudichiamo molto positiva. L’agricoltura in Piemonte è un settore generalmente sano e determinante per la nostra economia ma anche pochi episodi di sfruttamento dei lavoratori e caporalato possono gettare un’ombra su tutte quelle imprese che invece operano nella legalità».

«Combattere il lavoro sommerso – continua Barbero – è una questione di dignità della persona e di equità verso chi rispetta le regole. Per questo riteniamo sia prioritario definire un sistema di controlli che permetta di sburocratizzare il ricorso al lavoro stagionale e concentrare le verifiche ispettive sulle situazioni a rischio, come quelle delle produzioni agricole con prezzi all’ingrosso troppo bassi per garantire remunerazioni orarie adeguate».